Cos'è Una cascata che scende da una parete calcarea per quasi cento metri, dentro una riserva naturale a Morino, nella Valle Roveto. È la più alta dell'Appennino centrale, e il nome dialettale dice già tutto: lo zompo è il salto, lo schioppo è il rumore che fa. Non è una cascata di quelle che stanno sempre lì. La cosa da sapere prima di partire La portata dipende dallo scioglimento delle nevi sulle montagne sopra: in primavera è al massimo, in piena estate può ridursi parecchio. È una cascata alimentata dalla montagna, non da una sorgente costante, e questo decide tutto. Il periodo migliore è quindi la primavera, quando la neve si scioglie. Andarci in agosto sperando nella foto vista online è il modo più sicuro di tornare delusi. Se vieni in estate chiedici com'è messa prima di metterti in macchina: da qui si sa, e sono venti chilometri. Come funziona la visita Si arriva in ventisei minuti da Capistrello, venti chilometri scendendo lungo la Valle Roveto fino a Morino. Si lascia l'auto e si prosegue a piedi dentro la riserva. Dalla riserva partono anche sentieri più lunghi, per chi vuole farne una giornata invece di una mattina. Il bosco è umido e la roccia vicino al salto è bagnata: le scarpe da ginnastica lisce sono la scelta sbagliata. Con cosa abbinarla Sta lungo la Valle Roveto, la stessa direzione dei borghi e dei castagneti. Ha senso farne una giornata: cascata la mattina, e poi si scende piano fermandosi dove capita. In autunno la portata è minore ma i faggi cambiano colore, e per molti è il compromesso migliore: meno acqua, più bosco.