Cos'è, in una riga Un altopiano carsico intorno ai 1.400 metri, chiuso dalle montagne su tutti i lati, che si apre di colpo dopo una salita dentro il bosco. Non è un belvedere con il parcheggio: è un pianoro grande, dove il rumore sparisce e si sente solo il vento. Dista dodici chilometri dalla casa, diciotto minuti di macchina. È il motivo per cui qui si può dormire in un borgo a fondovalle e fare colazione in montagna. Come ci si arriva Si sale da Capistrello. La strada è asfaltata per la maggior parte e poi diventa sterrata per un paio di chilometri: con un'auto normale si passa senza problemi, ma il fondo è irregolare e va fatto piano. Non è terreno da fuoristrada, è terreno da pazienza. Si arriva anche dal versante laziale, da Filettino. È la via più lunga ma ha senso se stai già da quelle parti. Sull'altopiano non c'è nulla: niente bar, niente bagni, niente segnale affidabile. Acqua e qualcosa da mangiare si portano da casa. Quando andare Da maggio a ottobre è la stagione piena. In primavera il pianoro è verde e fiorito, in estate è il posto dove si sta freschi quando in valle si soffoca, in autunno i faggi intorno cambiano colore e c'è la luce migliore dell'anno. D'inverno diventa un altro posto: ciaspole, sci di fondo, silenzio. La strada resta aperta tutto l'anno, ma con la neve l'ultimo tratto sterrato chiede prudenza e gomme adatte. Se hai dubbi su com'è messa, chiedici prima di metterti in macchina: da qui si vede. Cosa ci si fa Il pianoro centrale è il punto di partenza: da lì si aprono sentieri verso Renghetta, Colle Mozzone, Campo Ceraso e le cime intorno. Sono percorsi da mezza giornata, non da spedizione, ma non sono segnalati come in un parco attrezzato: una traccia sul telefono serve, e va scaricata prima perché lassù il segnale non c'è. Chi non cammina molto può fermarsi al pianoro e basta. È già il motivo per cui si sale: quello che colpisce è lo spazio vuoto, non la cima. È anche terreno da mountain bike, con percorsi che scollinano verso il Lazio. Quanto ci vuole Mezza giornata è la misura giusta: si sale dopo colazione, si sta, si torna per pranzo o poco dopo. Chi vuole camminare seriamente si porta il pranzo e ci passa la giornata. In ogni caso non è una gita da un'ora. La strada è breve ma lenta, e arrivare di corsa per ripartire subito è il modo di non capire dove si è.